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martedì 27 agosto 2019

"IL FINITO" (parodia)









"IL FINITO" ( Giacomo, perdonami!)


Quanto cara mi fu quell'aspra vita,
e il perso corpo, che lì dentro al mondo,
con l'ultimo respir lo sguardo cede....
Ma morendo e capendo," interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete"
io nel mio cuor mi sento; ecco mi pare
d'aver quasi paura. E quando il nulla...
fa me dormir tra le sue braccia, io il suo
infinito silenzio a poco a poco
vo similando: e mi trattien l'eterno,
nè la morta stagione o il presente
che vive, io sono in lui. Così, in questa
immensità s'annega l'esser mio;
" e il naufragar m'è dolce in questo mare."

giovedì 15 agosto 2019

LA BRUSCHETTA












LA BRUSCHETTA

Il pane, a fette spesse, ed integrale,
l'olio d'oliva vergine davvero,
(se metti il sale, poco, che fa male,
quando lo tosti, meglio non sia nero! )


Un pomodoro rosso saporito,
“strusciato” forte sopra il tuo fettone,
che renda il suo pallore colorito,
che poi ti faccia dire: “quand è bone!”
 
Una bruschetta pare caldo amore,
una bruschetta ha pure gusto sano,
una bruschetta sazia tanto il cuore!
 
Facile cibo, solo un po' spartano,
però lo penso e provo un gran languore,
tra l'altro ...basta andar poco lontano!

sabato 22 giugno 2019

NELL'AZZURRO DELLA SERA

https://www.facebook.com/letture.dirodolfo.1/videos/487331635341653/






NELL’AZZURRO DELLA SERA
Ma io non sarò mai muta
poiché mille sono i linguaggi dell’anima
e perla preziosa è questa vita.
Dolci le parole dette e ascoltate,
ma pieno di sapore è anche guardare
e poter respirare
e aver voglia di ridere.
Calde le mie lacrime, quando sono triste,
pieni d’incanto i miei silenzi.
In me, il mondo esterno vive,
trasformato ogni volta.
E, nell’azzurro della sera,
più che la malinconia,
sarà l’attesa del domani
a far palpitare il mio cuore.

lunedì 10 giugno 2019

DI STRADE STRETTE E CIME IRRAGGIUNGIBILI

 




DI STRADE STRETTE E CIME IRRAGGIUNGIBILI
 
Di strade strette e cime irraggiungibili,
  l'infanzia appare, come quadri amabili:
percorsi cari, fino sulle nuvole ...
piccola allora, piccola ero, e fragile.
  Ma quelle nuvole erano mie favole.
  Fatti di sassi, invece, avevo trottole.
 
Girano in cuore sogni come trottole,
pensieri ....paiono ora irraggiungibili,
con me portavo il mondo delle favole,
che i brutti eventi mutano in amabili,
ed ero magica, anche se un po' fragile,
e con la testa sempre tra la nuvole.
 
Immaginavo bolle d'aria o nuvole,
io ci viaggiavo dentro come in trottole,
la mia era lieve, e pure molto fragile,
mi portò in luoghi belli e irraggiungibili,
trovai amici tutti cari e amabili,
nei boschi dove nascono le favole.
 
Che tempi dolci, quelli delle favole!
Leggero il cuore, nuvola tra nuvole,
i gesti esterni caldi e sempre amabili,
placidi tutti, mica quasi trottole,
come oggi affranti, lesti e irraggiungibili,
ed era bello il viaggio, anche se fragile.
 
Crebbi e la bolla scoppiò...(troppo fragile!)
finì d'un tratto il tempo delle favole,
capii che i sogni sono irraggiungibili,
cadde tant'acqua a scroscio dalle nuvole,
scesero sassi a valle come trottole,
persi gli amici ch'erano sì amabili.
 
Ora vi penso amici...amici amabili:
apprezzavate pure il lato fragile
che avevo, cari, foste le mie trottole,
mi donavate il tempo delle favole.
Torna l'infanzia e torno tra le nuvole,
e più non credo i sogni irraggiungibili.
 
Favole e sogni sono irraggiungibili,
ma chi è fragile e vive sulle nuvole,
con le sue trottole, crea segni amabili.

giovedì 6 giugno 2019

QUESTA VOGLIA DI DIRE ( metrica ibrida)











QUESTA VOGLIA DI DIRE ( metrica ibrida)

(Ancora mi lacera l’anima
questa voglia di dire...)

Parole come corde per emergere,
le scrivo invano mentre cerco d' essere
viva, e un sogno pare voler mettere
un segno sopra l'onda, per non cedere.

(...poter partorire in eterno!)

E partorisco righe per accendere
mondi  inventati, nati dalle lettere...
ma quale storia  infine vorrò  tessere?
E quale luogo o tempo saprò scegliere?

(Solo così saprei di esistere,
perché la morte, ci prende tutti,)

E mentre bramo il senso, vorrei prendere
la vita al laccio, che dobbiamo perdere.
La morte aspetta, in fondo, col suo spegnere.

(...lentamente, ogni giorno.)

Il tempo piange, perso nell' incedere,
e si consuma … quando dovrò scendere
dalla carrozza in cui sognava Cenere?

(Il tempo si sta consumando...
Quanto mi rimane?)

domenica 12 maggio 2019

AMICA MALEDETTA


 
 
 
 
 
AMICA MALEDETTA
 
 Ma io so cosa vuol dire morire,
non mi sorprende d'essere mutevole,
io vedo il sole dietro bianche nuvole
e scorgo l'alba ancora da venire.

Sì, so la morte bella mentre balla,
perchè di vita pare abbia l'aspetto,
rovescia e ruba il cuore, che nel petto
batte e ribatte al bruco o a farfalla.

Io so la morte, sempre mia compagna,
mia madre e padre, d'anima gemella,
dona la luce e funge da sorella,
la vita mangia e il sangue in cuore stagna.


E so la morte, amica maledetta,
le dico...aspetta, vieni senza fretta!

domenica 21 aprile 2019

metrica ibrida " L'EDEN PERSO"


processo inverso di metrica ibrida, partendo da un sonetto esistente, inserisco versi sciolti

L'EDEN PERSO

(Dimmi dove saremo mai felici, dimmi dove lo fummo mai)


Sopravvissuti tutti, con ferite,
andiamo sparsi e persi per il mondo,
le piume al vento, d'angeli, smarrite,
ci consoliamo insieme in girotondo.

(Se mai fummo angeli, io di certo mi ribellai )

Memorie antiche in cuore mio venite,
del Paradiso segno tutto tondo,
perfetto fatto, l'anima lenite ...
poesia, canto, e musica confondo.

(Per questo scrivo e disegno e vorrei saper cantare e ballare e suonare il violino)

Un sogno caldo come fosse fuoco,
un sogno pare l'arte, che arde invano,
si spegne sempre un poco, a poco a poco.

(per vivere nel posto dove fummo felici o lo saremo, o forse già siamo )

Memoria in cuore portami lontano,
di un gran concerto ho solo un suono roco,
s'espande e s'alza in cielo, piano piano.

(Nel Paradiso di cui non abbiamo memoria)