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sabato 16 maggio 2015

NOTE SULL'ACQUA


 
 

 
 
 
NOTE SULL'ACQUA

Dirada il canto, resta questa musica,
che a valle scorre trasportando ciottoli,
acqua che scende in fiume dalle nuvole,
io sto sognando d'essere una riva
erbosa e viva, il seno mio t'accoglie
nell'ansa dove accumula le foglie.

Dirada il canto, reso quasi flebile,
s'è perso forse ricercando un viottolo,
strada che sfugge al tentativo inutile
mio, che temendo limito la vita...
ritiro il fiato e il canto che contiene,
pure dicevo - Accoglilo se viene!-

Dirada il canto o si è placata l'anima,
non va cercando, ma si è arresa docile,
l'acqua di lago accoglie sempre placida,
e poi ninnando libera ogni sogno...
emetto il fiato, e sento ...viene il canto,
l'avevo dentro dal mio primo pianto.

Va la mia voce nell'eterna musica...
note sull'acqua, in cerchi si dilatano.

venerdì 15 maggio 2015

OGGI, NON LE ROSE

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 



OGGI, NON LE ROSE

Su tela bianca segni colorati:
agli occhi, al cuore e all'anima mia parlano,
il caldo e il freddo ha dentro imprigionati,
come i rumori, e musica diventano.


Nascosta è in bianca tavola, una voce
che dice e dice, e muore nell'ascolto.
Sì, tutto parla e scorre via veloce.
La realtà prende forma del mio volto

e vive chiusa in seno alla mia pelle,
ma si proietta fuori nelle cose,
dietro un'azzurra scia d'eco ribelle.

Oggi non metto, nella tela, rose,
ma il Caos prima ancora delle stelle:
macchie spruzzate, linee misteriose.



giovedì 14 maggio 2015

( monoconsonantizzando)

 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
MMMMMM
( monoconsonantizzando)
 
Mossi mammelle morbide mirando
il mare mosso, maschi mi dimostrarono
molte ammalianti mire......
memore moglie e amante maltrattata:
malgrado, mancai molli meraviglie e..
m'immersi in mare, immaginando amore.




( gocando con la "c"dura...e inserendo solo qualche sillaba purchè faccia sinalefe)
 
 
COME CONCHIGLIA
 
Chiudiamo a chiave, caro, il cuore...così...
costerà poco anche accantonare
cosette care: accorse carezze che
calmano, culle amiche che riscaldano .
Chiudiamo caro: caddi come cade
colorato coriandolo incantato....
Eccomi corpo chino a cozzar contro
chiodi crudeli che culminano archi.
Scuso chi scaglia il crudo colpo al corpo,
che corre e scappa come chi scorretto
poco capisce e poco corrisponde.
Chiudiamo a chiave, caro, il cuore. E' secco.
Come conchiglia chiusa, il corpo cova.
 
 
 
 

ASCIA ESCE

 Esci, sciò...scema scimmia scimmiottante,
fascino sciocco mesci, sciorinando
sciolte fasce mesciate, lisce e flosce.
Lascia l'uscere, lascia scia lasciva....
ASCIA risfascia l'uscio, sfruscia fasce,e
...sssssssssssssce!
Scivolando scioccamente, esce e striscia.

(Massimiliano Zaino Di Lavezzaro)


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Come un latrato alla Luna il mio cuore
forse ardendo dell'ansie concitate
debole grida, qui, dove il sognare
s'apre ai misteri della Notte. E prone
così le membra mie giacciono a terra,
sfidando le Tempeste e queste rade,
e questi ponti eternati, e il fioco lume
del Sole all'orizzonte; e la mia oppressa
anima in pianto, perduta protende
ai crani delle nubi il suo sospiro.
Così trascorro le prime ore e il vento
della Notte, e vegliando ai vaghi strali
d'astri irridenti ricordo il meriggio,
e alle infinite vie d'un bivio, udendo
il muggir delle vette, chiamo i vani
fiori a reggermi il sonno; e il tempo è giunto,
l'istante odiato che crolla nel sogno.
 
 
(Massimiliano Zaino Di Lavezzaro)

lunedì 11 maggio 2015

MONOVOCALIZZANDO




 

 
 


( MONOVOCALIZZANDO)
 
 
 
LE METE
 
 
 
Fece le vele e mete ebbe per sempre
le belle terre, mete per sempre se..
(tremende vette emerse, perse e tetre,
e vere mere crete e petre perse
ebbe, e cenere e pece, e nere erbe)
...se tenere le vele ferme e rette,
tese e lente, e reggerle per bene,
potesse gente... genere demente.
 
 
 
 


INNI TRISTI
 
Mi dici tristi primi inizi d'inni,
brindisi bigi. Limiti gli istinti.
Miri finti cirri, infiniti lidi....
Imiti bimbi minimi, piccini...
vispi,divini . Ridi .
Mi spiri primi finti intinti miti .
Sì, stimi cirri, lidi, miti,bimbi.
M'indichi vinti, infiniti inni tristi.
Finiti fini brindisi di vini.

domenica 10 maggio 2015

dedicato a mia madre

 
 
 

 
MIA MADRE ( glosa)
 
 
Madre mia dammi il volto da dipingere,
ora che madre sono e non più verde,
la storia tua mi sembrerà di scrivere....
-Guarda!... Il cordone più sangue non perde.-
 
Madre mia dammi il volto da dipingere,
sguardo, capelli, rughe: la tua storia,
comprendo infine il modo tuo di fingere,
impressa dentro ho la tua memoria.
 
La storia tua mi sembrerà di scrivere,
nel viso tuo, la linea mia confusa,
ti sono figlia e madre per rinascere,
la gatta che t'allatta e fa le fusa.
 
Ti vivo come origine e ti creo,
-guarda, il cordone più sangue non perde-
del tempo il corso gira a marameo,
brucia la legna secca, non la verde.
 
Ora che madre sono, e non più verde,
ti leggo come palmo della mano,
niente colori, segno che si perde,
la mia carezza cerca te, lontano.

domenica 3 maggio 2015

LA VOCE DEL MARE


https://www.facebook.com/letture.dirodolfo.1/videos/487336798674470/

menzione d'onore 2015 al premio "VOCI" di ABANO TERME

LA VOCE DEL MARE


Soffia uno strano vento di tempesta,
l'anima è barca fragile di carta,
sbavano le onde e tutto il mare rugghia,
il tempo sbatte e vomita la vita.
E, quando credi tutto sia perduto,
guardi lontano oltre il movimento.
-Fermati tempo, ferma la tua corsa,
rischiara gli occhi e guarda l'orizzonte,
lì c'è la fine nostra e c'è la fonte!-
Si rasserena l'acqua e poi s'azzurra,
il mare dice -vieni!- ... Anzi sussurra.