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lunedì 9 novembre 2015

IL PRIVILEGIO







 
PERDERMI ( IL PRIVILEGIO)
 
Che il mio  sia un privilegio,
davvero inizio a crederlo,
quando ti guardo impaurita chiedendo...
- La mano ... la tua mano! -
Tu, per me timoroso ...
- Oh! Di nuovo! No, resta! -
Quello che non ti dico
è che questa mia paura d’impazzire
si mescola ogni volta
al piacere inspiegabile
che provo nel perdermi,
perché il corpo che perdo
dilata il suo confine,
e lo sento nel mondo,
e oltre, e sono io il mondo.
Quello che non ti dico
è che in questi momenti
la mia vita è nel sogno,
che più della realtà
mi si impone e m’invade,
più di quello che tutti
intendiamo realtà.
Che il mio sia un privilegio,
davvero inizio a crederlo:
il mio sentirmi persa,
quasi in terra straniera,
questi sensi ovattati
che dici non capire,
che fuggo respirando
così profondamente,
per riacchiapparmi l’anima
che se ne vuole andare.
Ecco, inizio a pensare
che sia davvero un grande privilegio
avere un corpo che ancora ricorda
la sua materia prima,
così che lascia e vuole
  che il simile torni al suo simile,
come l'acqua alla sua acqua
e il ferro al suo ferro,
la terra alla sua terra.
Ma prendi la mia mano,
abbracciami,
quando mi perdo...
ora che io mi perdo.
 
 
 






venerdì 6 novembre 2015

BACI VERDI

 
 
BACI VERDI
 
 
 
Cullo me stessa come fosse figlia,
col tempo imparo a tenderle una mano:
- Ti stringo piano, bimba mia non nata,
  senza paura canta una canzone,
ché, quando canti, sento un'emozione
  e tremo ancora come quelle foglie,
che sopra i rami, quando è Primavera,
di baci verdi coprono i germogli.-
 
 
 

mercoledì 4 novembre 2015

LA VITA DEI COLORI

 
 
 

 
 
IN ATTESA

 
Vanno via i miei colori
e non so trattenerli.
Sbiaditi sono i dolci rosa,
freschi sorrisi dell’alba.
Spariti (quando?) tratteggi sottili
d’infiniti steli acerbi di grano,
pennellate leggere
di ali tinte di luce e di cielo.
Restano sfumature, tracce,
solo per ingannarmi la vista.
Ma svegliati sono i sensi
dal doloroso svanire dei gialli...
ed è non solo stupore,
quello che invade il mio corpo,
di bianco e nero dipinto.
Ora, io sono in attesa,
da laggiù la nebbia avanza.
Scoloriranno i segni
di me e della mia realtà.
Rimpiango tutto il rosso
che troppo poco ho vissuto,
mentre imparo il sapore
del vuoto e dell’assenza.
Già acquisto trasparenze.
 
 
 
 

lunedì 2 novembre 2015

IL CIMITERO CON GLI OCCHI DI ME BAMBINA

 
 
 
 
IL CIMITERO CON GLI OCCHI DI ME BAMBINA
 
Le dita nella cera appena fusa,
scottate al gioco ( come ero confusa!)
e fiori vivi belli come agli orti:
com'era bello fare festa ai morti!
Al cimitero andavo, piccolina,
con mamma, quando ancora ero bambina,
e non sapendo niente della vita,
la morte amavo essendo non ferita,
giocavo e forma davo con la cera:
candele accese messe lì in preghiera,
tra rose rosse e crisantemi bianchi,
tra foto poste a guardia di anni stanchi.