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venerdì 11 settembre 2015

I VERSI DI CUPIDO

 
 
 
 
 
 
 

 

I VERSI DI CUPIDO

Io cerco un luogo, ha vetro trasparente,
che invano cela il fuoco dei suoi versi,
brillano come stella rilucente,
lì dove ( come?) stanno e non son persi...


e non son persi, spandono emozione,
e così nasce e cresce una canzone...

una canzone vola e si disperde
e poi dilata l'anima che tocca,
la porta indietro all'età sua più verde,
come Cupido mira al cuore e scocca...

scocca il suo bacio Amor, che ci consola,
che ci consola ancor con la parola.

Io cerco un luogo, ha vetro trasparente,
qui, dove resto, è vita... ma apparente.
 
 

mercoledì 9 settembre 2015

DUBBIO E BELLEZZA

 




 
 
 
 
DUBBIO E BELLEZZA

E mi pareva fosse il Dubbio il senso,
la sola vera strada della scienza,
e che la vita, quando tu la tocchi,
  mostrasse ogni segreto con un segno.

(Il Dubbio sembrò porgermi risposte.)

Ma scorre il tempo e infine il Dubbio penso
che, come il tempo scorra, e resto senza
la convinzione vana degli sciocchi,
e stanca rendo all'anima il suo regno,
(le mie domande vuote le ho riposte)

E guardo albe rosa e verdi prati,
e mari vasti e cieli sconfinati,
ecco... la vita è sempre nel mistero:
è la "Bellezza" solo, il quasi Vero.






 

domenica 6 settembre 2015

DI SOGNO E GIOCO



 

 

 

 

 


 
 

 
E' un gioco, nasce sogno, ( è nel pensiero),
ma cresce in seno all'anima davvero.
 
"Sto qui, qui dove pare io sia  niente,
come se d'aria fatta sia soltanto,
cercando un posto o forse sto fuggendo,
altrove sono i sogni da me persi .
 
Come se d'aria  fatta  solamente,
qui, prigioniera dentro un finto pianto,
resto rinchiusa sola, immaginando
un altro cielo e mondi non avversi ."
 
Ma va via tutta la malinconia,
quando sorrido e dopo non vai via.

E' un gioco serio vivere la vita,
quando l'impari, credo sia finita.
 
 
 
 
 


 
 

giovedì 3 settembre 2015

CAVALLO BIANCO 2

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CAVALLO BIANCO 2

Strappo dal cuore scorze di disegni
spalmati sopra sognati bisogni,
e se apro ancora l'anima all'amore,
   mormora il mare, muore il mio dolore.


Mormora il mare, incanta da ruffiana,
dice d'amare, ha voce quasi umana.

Cloppete ... cloppe - Corri mio cavallo,
lungo la riva segui il mio vascello!
 Cavallo bianco, simile a un gabbiano:
Cloppete ...cloppe - Vola via lontano!-

Corri cavallo, corri se t'importa
che il mio vascello il cuore mi si porta!

Corri cavallo, corri e non fermarti!
Dal mio vascello, credo io d'amarti.
 
 

martedì 1 settembre 2015

DI STELLE E LUNA

 
 
 
 
 
 
 
 
DI STELLE E LUNA
 
Mie sono solo le stelle cadenti ,
ed una luna pigra che nasconde
la faccia bianca quando cerca il sole...
allora venga pure chi mi vuole,
la sua candela fugga le paure .
 
Ma oggi è un giorno...va come gli pare,
saltella e gioca, infine poi scompare.
 
Mie sono, e belle, le stelle cadenti,
la falsa luna, ( luce che confonde),
il buio è un prato dove trovi viole...
briciole d'oro, paiono di sole,
scie luminose, vedove poi scure.
 
E piange il tempo, soffrendo d'amore...
è un giorno strano, perse vanno le ore.

giovedì 20 agosto 2015

IL BIMBO COSTRUTTORE D’AQUILONI


 
 
 
 
 

 
 
IL BIMBO COSTRUTTORE D’AQUILONI
 
 
 
Nel cielo volteggiava un aquilone, 
pareva che giocasse al girotondo,
sostava, a volte, per qualche secondo
ad ostentare un vivido arancione,
poi distendeva la sua coda gialla
andando su e giù come farfalla.
 
Sovente s’impennava come schizzo
di cirro posto lì dal cielo stesso
che vivace, partecipava anch’esso
quasi fosse di quell’azzurro il pizzo.
All’improvviso smise di giocare:
sembrava avesse voglia di volare!
 
Discesi con lo sguardo il cordoncino
avvolto alla manina tesa in alto
che con il cielo aveva il suo risalto.
E come a liberare un uccellino,
s’aprì, quella manina, lentamente:
dall’altra soffiò un bacio in quell’istante.
 
Un “ciao” gioioso si disperse in aria
e un bianco coro d’echi propagò
che in ogni valle a lungo risuonò
senza apparire voce solitaria.
Pareva fosse in festa la vallata,
ora da molta gente popolata.
 
Seduto sul moncone di un abete,
assorto stava il bimbo nei pensieri
con le manine fra i capelli neri.
Regnava tutt’intorno ora la quiete.
Come un intruso apparsi in quella scena,
ma quel bambino mi faceva pena.
 
M’accolsero degli occhi sorridenti
lucenti come perle inumidite
che folte ciglia avevano abbellite
rendendoli col pianto più splendenti.
 Gli chiesi, con un poco d’apprensione
perché ha lasciato andare l’aquilone.
 
Sembrava avesse pronta la risposta
e senza esitazione mi rispose:
«Dal mio papà ho imparato tante cose,
a costruirne tanti, fatti apposta,
di trasparente e colorato velo
potrà così salire su nel cielo.
 
Insieme a lui ne ho molti costruito
in previsione di un suo lungo viaggio
che aveva già iniziato con coraggio,
a causa di un male non guarito,
che poi vicino a Dio l’avrebbe posto
ma che allo sguardo mio fosse nascosto.
 
Mi disse: <<ora ti svelo un mio segreto;
in questa valle c’è una scalinata
con i gradini d’aria riscaldata,
d’usarla, quando vuoi, non c’è divieto.
Ci salgono soltanto gli aquiloni:
ma solo quelli dei bambini buoni.
 
Tu fanne pure quando ne avrai voglia
e affidagli per me il tuo saluto
che all’aria con un grido avrai ceduto.
Da qui la scalinata ha la sua soglia;
da qui potrà iniziare il proprio volo
e mi raggiungerà in un giorno solo.
 
L’accoglierò sicuro fra le braccia
perché io possa stringerlo sul cuore ,
per darti e per avere più calore
allontanando te da ogni minaccia.
Ed io sarò così col mio bambino,
per sempre nella vita a te vicino.»
 
(Giuseppe Laccania)

mercoledì 12 agosto 2015

LA CANZONE

 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
LA CANZONE
 
Mi chiedo allora...dov'è il mio valore?
Tutto il mio peso, il senso del dolore?
Quale la traccia mia, il segno mio?...
Ch'io taccia o dica, sogni o chiami Dio,
mente la mente (finge mondi interi,
plasma la vita, e inventa i suoi sentieri.)
Ma una canzone o cantico sacrale,
dentro fa male.
Mi chiedo allora...dov'è il mio valore?
Va la canzone, in rima con l'amore...