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domenica 24 maggio 2015

SENZA MOLTO VIAGGIARE



 




 
 
 
 
SENZA MOLTO VIAGGIARE

Senza molto viaggiare,
ho solcato notturni cieli scuri
e cavalcato mille bianche nuvole,
ho attraversato deserti infiniti
ed immense, verdissime vallate.

Senza molto viaggiare,
ho ricercato invano, dentro il tempo,
tracce preziose di secche radici,
e poi, volendo afferrare il futuro,
stringo adesso solo aria tra le mani.

Senza molto viaggiare,
ho camminato su una scia di luce
riflessa in vasti mari disperati
che volevano unirsi al loro cielo.
Ma l’orizzonte era sempre lontano.
 


 

sabato 23 maggio 2015

Ode al mare- Maurizio Donte

 
 
 
 
 
-Ode al mare-
 
(Maurizio Donte, ogni diritto riservato)

Sull'infinito azzurro
muove nel vento un fremito
che piano in un sussurro...
sfiora un ricordo fragile
che estingue la speranza
in quella lenta danza

del mar che sale a riva,
si frange e suona debole
e sembra cosa viva.
Scivola l'acqua morbida,
profuma di salino,
pensando a te rovino

questo silenzio quieto.
Fugge lo sguardo, rapido,
da quel ricordo inquieto,
fugge, ma torna carico
di un retrogusto amaro,
io nulla ho di più chiaro

del perdersi del giorno,
e mentre le ore muovono
svelte, correndo intorno,
in quest'istante muoiono
le dolci tue sembianze;
da queste sole stanze

che affacciano sul mare
seguo il vagar di nuvole
alte nel cielo e chiare,
che sulla terra stendono
l'ombre d'una tempesta
a rovinar la festa

di un dì quasi sereno;
e m'invitano a perdere
di vista quel che è ameno.
Nasce nascosto un palpito,
scintilla nel mio petto
e spegnere l'affetto

che serbo dentro il cuore;
credevo fosse un nettare
d'ambrosia ed era amore,
ma si rivelò fragile
come se fosse un vetro
e guardando ora indietro

vedo chiara l'illusione
che si dissolve liquida,
privando di ragione
il mio pensier che termina
laggiù sull'orizzonte
che di ricordi è fonte.

Nasce lontano un tuono,
corre sul mare un brivido
e si rifrange il suono,
mentre le nubi salpano
come se oscure navi
corressero in alto e gravi

rendessero pensieri
ch'erano soavi. Folgora
in ciel la luce d'ieri,
e dentro l'aria illumina
momenti della vita
che sfuggon dalle dita.

Nulla di allora sento
che fosse così semplice
e corre via nel vento
ogni ricordo splendido,
che non conduce al porto
e di me fa solo un morto

che crede d'esser vivo.
Tutto conduce a perdere,
ogni residuo abbrivo,
tristi momenti sciupano
anche un ricordo buono
che lasci in abbandono

e non si salva nulla,
anche uno sguardo rapido
gettato sulla culla
altro non ha di tenero
che solo quegli istanti,
e sono solo i santi

a capirne il motivo
vero; e intanto muoiono
i giorni e non arrivo
a veder chiaro il vortice
che al nulla mi trascina
e all'eterna rovina.

Altro il mio cuor non sente
che il battere dell'anima,
là dove nella mente
risposte non si trovano:
chiuse sono le porte,
mute, all'umana sorte:

s'appressa il giorno amaro
e scema nello spirito
anche il coraggio raro,
di quella luce indomita,
dormiente dentro il cuore,
che noi chiamiamo amore.

Ma s'alza allora un canto
che infrange quelle tenebre,
e illumina d'incanto
anche l'estremo talamo,
là dove si riversa
ogni idea perversa.

La luce nasce, erompe:
risorge nell'empireo,
dissolve, riapre e rompe
splende nel manto niveo
s'accende ed arde santa
e tutto intorno incanta.

Viene e nel ciel scintilla
alta e radiosa libera
ogni residua stilla
e scioglie dalla cenere
di quel funesto duolo
che ci ancorava al suolo:

Mai più giacerà l'uomo,
sepolto nella polvere,
ogni dolore è domo,
e alto nell'aria limpida
brilla sul nostro inverno
la luce dell'Eterno.

venerdì 22 maggio 2015

IN GIOCO










 





IN GIOCO

Cercando vado, in gioco, l'armonia,
e so che sempre arriva e sempre vibra:
non per bravura, credo sia la vita,
che ci ama e ci offre splendide assonanze,
e se le ascolti scopri anche il suo senso,
ma non sapevi ancora di trovare.


Mi appare invece la filosofia,
che riempie il cuore e la mente mia incanta:
segna l'inizio, quando era finita
l'attesa lunga in semi di speranze,
ho addosso adesso questo dono immenso,
la pelle calda e dolce aria di mare.

E d'improvviso non so più ch'io sia,
mi perdo e vivo dentro l'armonia.

 





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giovedì 21 maggio 2015

LA VOCE DEL VENTO



LA VOCE DEL VENTO


(E, mentre ascolto il soffio del vento,
sento svanire il mio vago spavento)

Solo un diverso modo di narrare,
di dire e fare in questa breve vita,
appena prima ancora sia finita,
appena dopo il pianto dell'errare.

Sterile pianto, viene da quell'alito,
che vuol nutrirsi senza rendere aria,
e sa guardare solo il proprio anelito
ad un Eterno sciocco, che non varia.

Ma vivi siamo sempre e sempre morti,
e i giorni corti sono sempre corti.

Ma parleremo come parla il vento,
come parlammo cento volte e cento.

mercoledì 20 maggio 2015

MENTRE LA SERA ARRIVA ( IL RAGGIO VERDE)





 II Premio Internazionale di poesia
“Modernità in metrica”
MENZIONE SPECIALE
 
 

 
 
 

MENTRE LA SERA ARRIVA ( IL RAGGIO VERDE)

Mentre la sera arriva, questa luce
  è ancora buona, guardo intorno il mondo:
si scalda d'oro, è sogno e mi conduce
incontro al buio, quello più profondo.


Mi pare vano e sciocco dirlo immondo:
il buio è un velo morbido, da sposa
priva di sposo, e dice - Ti circondo
con le mie braccia tenere, riposa!

Ogni ricordo un attimo riaffiora,
mentre la sera arriva il mio tramonto
tesse colori caldi e m'innamora.

Di quando c'eri dentro mi racconto,
mentre la sera arriva è giunta l'ora
di ricordare e chiudere il mio conto.

Ecco la sera affronto:
a passi lenti vado, mentre aspetto
rallenti il cuore e ceda qui nel petto.

Mi metterò il rossetto
e sarò bella come fosse festa,
dopo il tramonto un raggio verde resta. 


Il raggio verde (Le Rayon vert) è un film del 1986 diretto da Eric Rohmer 
Il titolo del film deriva dal fenomeno ottico del raggio verde e dall'omonimo romanzo di Jules Verne che ne era stato ispirato e che viene esplicitamente nominato nei dialoghi del film.Il raggio verde, a proposito di un fenomeno ottico prodotto dal sole al tramonto sul mare. Nel momento in cui la porzione superiore del disco solare si inabissa, la curvatura terrestre produce per un attimo un raggio verde; per i protagonisti del romanzo, se si è testimoni di quel momento si riesce a vedere dentro se stessi e a leggere nel cuore della persona che si ama.



A me interessava dire che oltre la fine apparente resta questo raggio inatteso e stupendo che non è semplicemente il colore della speranza, è anche purezza, rinascita, senso ultimo del vivere... ma bisogna saperlo vedere!

martedì 19 maggio 2015

SE DICO- SONO!-



 
 
 
 



 
SE DICO- SONO!-



Se dico:- Sono!- dico poco... un sogno.
Senza un altrove, un limite, un sol segno,
mi perdo, come nebbia stesa a banchi,
tra le colline e i fossi resi bianchi.


Se dico: -Sono!- cerco la presenza
di chi mi guardi senza indifferenza,
che mi cammini accanto fianco a fianco,
che come il nero esalti questo bianco.

E siamo insieme tutti nel Mistero,
in quest'attimo breve di respiro,
incatenati e persi, nei percorsi
di semi inseminati di rimorsi.

E siamo insieme a vite o morte cose,
e ancora, ancora... nascono le rose.
 
 

domenica 17 maggio 2015

D'OMBRE E LUCI


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
D'OMBRE E LUCI

Sto qui che aspetto e cosa non so bene,
forse una rosa, o forse un complimento,
un segno sotto questa traccia scura
che la paura vinca e metta in luce,
questa paura dura che riduce
il mio sorriso all'ombra di me stessa,
o venga un soffio nato da un altrove
che la mia fiamma ingravidi ed accresca,...

che m'esca infine fuori questo amore...
e basterebbe, è vero, un solo fiore.

Ma d'ombre e luci è fatto ogni mio giorno,
d'ombre e di luci come fosse un quadro,
che mescolasse il sole con la notte,
che ridonasse vita a cose rotte...
così ho spazzato via la nostalgia
d'una carezza o bacio sui capelli,
e di pensieri belli ora mi vesto,
resta mistero quello che mi rende
il mio sorriso triste di bambina,
mi disse- tienlo stretto!-...un'indovina.