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lunedì 16 novembre 2015

UN MAGICO NATALE

 
 
 
 

UN MAGICO NATALE

Voglio sognare un magico Natale,
nel sogno potrò credere sia vero
che un bimbo porti gioia, e allora spero,
scenda la dolce neve, e non sia sale,

lungo le strade, sparso, del presepe.
E mille stelle siano trapuntate
a illuminare il cielo e poi, spuntate,
prezioso unguento siano per le crepe:

ferite inferte ai corpi ed alla terra ,
e penetrati a fondo nella vita...
la strada, bimbo bello, s'è smarrita.

La strada, bimbo bello, s'è smarrita,
la neve mostra un sangue di ferita,
la mano nostra, bimbo caro, afferra!
 
 
 
 
 

domenica 15 novembre 2015

NINNA NANNA AL NATALE...



disegno di Milvia Di Michele

 
 
NINNA NANNA AL NATALE
 
Ninna nanna ad un ricordo,
d'oro e incenso, da cullare,
dell'infanzia e del Natale.
  Ninna nanna profumata,
di cannella e cioccolata,
degli abeti e mandarini,
di sorrisi di bambini,
di calzini appesi al chiodo
e del brodo di cappone,
ninna nanna col magone...
  poche cose attese e care,
di sorprese non amare.
Ninna nanna, non pensiamo
alle cose ora cambiate,
il passato torna a galla...
dolce tempo delle fate!
 


disegno di Milvia Di Michele




UN MAGICO NATALE

Voglio sognare un magico Natale,
nel sogno potrò credere sia vero
che un bimbo porti gioia, e allora spero,
scenda la dolce neve, e non sia sale,

lungo le strade, sparso, del presepe.
E mille stelle siano trapuntate
a illuminare il cielo e poi, spuntate,
prezioso unguento siano per le crepe:

ferite inferte ai corpi ed alla terra ,
e penetrati a fondo nella vita...
la strada, bimbo bello, s'è smarrita.

La strada, bimbo bello, s'è smarrita,
la neve mostra un sangue di ferita,
la mano nostra, bimbo caro, afferra!


 
 

lunedì 9 novembre 2015

IL PRIVILEGIO







 
PERDERMI ( IL PRIVILEGIO)
 
Che il mio  sia un privilegio,
davvero inizio a crederlo,
quando ti guardo impaurita chiedendo...
- La mano ... la tua mano! -
Tu, per me timoroso ...
- Oh! Di nuovo! No, resta! -
Quello che non ti dico
è che questa mia paura d’impazzire
si mescola ogni volta
al piacere inspiegabile
che provo nel perdermi,
perché il corpo che perdo
dilata il suo confine,
e lo sento nel mondo,
e oltre, e sono io il mondo.
Quello che non ti dico
è che in questi momenti
la mia vita è nel sogno,
che più della realtà
mi si impone e m’invade,
più di quello che tutti
intendiamo realtà.
Che il mio sia un privilegio,
davvero inizio a crederlo:
il mio sentirmi persa,
quasi in terra straniera,
questi sensi ovattati
che dici non capire,
che fuggo respirando
così profondamente,
per riacchiapparmi l’anima
che se ne vuole andare.
Ecco, inizio a pensare
che sia davvero un grande privilegio
avere un corpo che ancora ricorda
la sua materia prima,
così che lascia intanto
che il simile abbia il simile,
come l'acqua la sua acqua
e il ferro il suo ferro,
la terra la sua terra.
Ma prendi la mia mano,
abbracciami,
quando mi perdo...
ora che io mi perdo.
 
 
 





venerdì 6 novembre 2015

BACI VERDI

 
 
BACI VERDI
 
 
 
Cullo me stessa, come fosse figlia,
col tempo imparo a tenderle una mano:
- Ti stringo piano, bimba mia non nata,
  senza paura, canta una canzone,
che, quando canti, sento un'emozione,
e tremo ancora come quelle foglie,
che sopra i rami, quando è Primavera,
di baci verdi coprono i germogli.-
 
 
 

mercoledì 4 novembre 2015

IN ATTESA

 
 
 
 
 
 
I MIEI COLORI

 
Vanno via i miei colori
e non so trattenerli.
Sbiaditi sono i dolci rosa,
freschi sorrisi dell’alba.
Spariti (quando?) tratteggi sottili
d’infiniti steli acerbi di grano,
pennellate leggere
di ali tinte di luce e di cielo.
Restano sfumature, tracce,
solo per ingannarmi la vista.
Ma svegliati sono i sensi
dal doloroso svanire dei gialli...
ed è non solo stupore,
quello che invade il mio corpo,
di bianco e nero dipinto.
Ora, io sono in attesa,
da laggiù la nebbia avanza.
Scoloriranno i segni
di me e della mia realtà.
Rimpiango tutto il rosso
che troppo poco ho vissuto,
mentre imparo il sapore
del vuoto e dell’assenza.
Già acquisto trasparenze.
 
 
 
 

lunedì 2 novembre 2015

IL CIMITERO CON GLI OCCHI DI ME BAMBINA

 
 
 
 
IL CIMITERO CON GLI OCCHI DI ME BAMBINA
 
Le dita nella cera appena fusa,
scottate al gioco ( come ero confusa!)
e fiori vivi belli come agli orti:
com'era bello fare festa ai morti!
Al cimitero andavo, piccolina,
con mamma, quando ancora ero bambina,
e non sapendo niente della vita,
la morte amavo essendo non ferita,
giocavo e forma davo con la cera:
candele accese messe lì in preghiera,
tra rose rosse e crisantemi bianchi,
tra foto poste a guardia di anni stanchi.